CAMBOGIA: OPERAI E OPPOSIZIONE INCALZANO IL REGIME

In Cambogia migliaia di lavoratori del settore tessile hanno manifestato nei giorni scorsi, nel distretto industriale di Canadia, chiedendo l’aumento dei salari minimi – dagli attuali 80 dollari mensili a 160 – e migliori condizioni di lavoro. Il bilancio degli scontri – 4 le vittime, almeno 40 feriti, secondo le fonti dei manifestanti, mentre le autorità parlano di 2 morti e di qualche ferito – ha indotto l’Onu a chiedere al Governo il rispetto del diritto internazionale, "indagini accurate" e risposte relative alla scomparsa di 23 persone, fermate durante gli scontri, tra le quali un minorenne. È quanto viene ricordato in un servizio oggi on line sul Sir (clicca qui), in cui viene sottolineato che le manifestazioni dei giorni scorsi hanno fatto seguito a quelle delle settimane precedenti. Il rischio concreto, per il regime al potere da quasi trent’anni, è la saldatura tra gli interessi dei lavoratori del tessile e quelli dell’opposizione, guidata da Sam Raisy, leader del Partito della salvezza nazionale (Psn). "Mai, prima d’ora – si legge nell’articolo -, il primo ministro Hun Sen aveva dovuto affrontare moti popolari così marcati e diffusi".

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