PAPA FRANCESCO: "TE DEUM", "NON GUARDARE LA VITA SOLO DAL BALCONE" (2)

Ma "come abbiamo vissuto il tempo che Lui ci ha donato?". "Lo abbiamo usato soprattutto per noi stessi, per i nostri interessi, o abbiamo saputo spenderlo anche per gli altri? Quanto tempo abbiamo riservato per ‘stare con Dio’, nella preghiera, nel silenzio, nell’adorazione?". Il Papa ha, poi, spostato l’attenzione su Roma. La qualità della vita, ha spiegato, dipende da tutti noi, ed ognuno di noi contribuisce a "renderla vivibile, ordinata, accogliente". Il volto di una città, ha aggiunto il Pontefice, è "come un mosaico le cui tessere sono tutti coloro che vi abitano. Certo, chi è investito di autorità ha maggiore responsabilità, ma ciascuno è corresponsabile, nel bene e nel male". "Roma – ha affermato – è una città di una bellezza unica. Il suo patrimonio spirituale e culturale è straordinario. Eppure, anche a Roma ci sono tante persone segnate da miserie materiali e morali, persone povere, infelici, sofferenti, che interpellano la coscienza di ogni cittadino. A Roma forse sentiamo più forte questo contrasto tra l’ambiente maestoso e carico di bellezza artistica, e il disagio sociale di chi fa più fatica". (segue)

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