LAVORO E FAMIGLIA: ZAMAGNI (ECONOMISTA), "CAPITALE UMANO, SOCIALE, RELAZIONALE"

Secondo Stefano Zamagni, docente di Economia all’Università di Bologna, "essendo ora in crisi irreversibile il welfare state che, pur nel suo universalismo, si rivolgeva all’individuo, si avvicina il welfare comunità, che non può fare a meno della famiglia". Per una diversa politica della famiglia occorre "smettere di pensarla come luogo degli affetti, perché allora chiunque provi affetto è famiglia, e non è così; considerare la famiglia preesistente allo Stato, generatrice di capitale umano, sociale e relazionale". Se il 25% del Pil è generato dalle famiglie, con la crisi quelle italiane hanno perso 3,3% del reddito disponibile, mentre in Francia hanno guadagnato il 2,2. Si fa strada sempre più il concetto di "cittadinanza familiare", e tra famiglia e lavoro è necessario operare "non una conciliazione ma un’armonizzazione". Inoltre, per Zamagni "non è possibile difendere famiglia senza difendere il matrimonio, perché se va in crisi il matrimonio va i crisi la famiglia. Bisogna pertanto, decidere se il matrimonio è unione o unità: la prima si può ottenere per via contrattuale, il matrimonio non possiamo ridurlo a quel livello". Infine, "a costo zero per lo Stato è possibile introdurre il distretto famigliare, che consente la sussidiarietà circolare, ossia l’interazione nella progettazione dei servizi, istituire il marchio famiglia e aprire al crowdfunding".

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