RESISTENZA: PAOLUZI, "I MILITARI (TANTI I CATTOLICI) CHE SEPPERO DIRE ‘NO’"

"La testimonianza offerta da 615mila ufficiali e soldati italiani che i tedeschi rinchiusero dopo l’8 settembre 1943 nei Lager e che ci rimasero per diciotto mesi, sino alla fine della guerra nel maggio 1945, avendo rifiutato di servire sotto il III Reich o di aderire alla Repubblica di Salò". La ricorda in un editoriale per il Sir (clicca qui) Angelo Paoluzi. "La quarta Resistenza, è stata chiamata", afferma Paoluzi. "Da qualche anno – prosegue – gli storici sono tornati a scrutare quel fenomeno, l’unico del genere nella seconda guerra mondiale, e se ne servono anche per rivalutare comportamenti attribuibili al carattere di un popolo". Con testimonianze che "possono essere indicate come esemplari anche dal punto di vista religioso". Nei documenti riemersi dagli archivi "sono sottesi elementi di religiosità, da tradursi in vere e proprie professioni di fede". Ci furono "alcune personalità di spicco" che "lasciarono un segno", come Giuseppe Lazzati, il salesiano don Francesco Luigi Pasa, don Ascanio Micheloni, don Giuseppe Barbero. "Nel campo di Gross Hesepe, si costituì, attorno a un animatore lombardo, Rimero Chiodi, una cellula dell’Azione Cattolica, con tanto di tessera, intitolata a un giovane martire, Renato Scalandri, ucciso nel 1944 a Hammerstein mentre portava la comunione ad altri internati".

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