SETTE: NOTA PASTORALE DEI VESCOVI DELL’EMILIA ROMAGNA (2)

Poi "testimoniare la vita di fede", "conoscere la Bibbia", "riproporre i fondamenti della fede cristiana", "proporre catechesi permanenti" poiché questo "è il pane di cui i cristiani non possono fare a meno", "vivere la liturgia come esperienza d’incontro con il Cristo vivente", "educare alla lectio divina", "formare comunità cristiane vive e fraterne", "valorizzare la parrocchia", "promuovere gruppi specializzati" come il Gris per "un’informazione adeguata e specifica" sulle sette. Di fronte a una realtà allarmante, se si considera che in Brasile, in un solo anno, "20 milioni di cattolici sono passati alle sette", pure "le parrocchie vanno aiutate a prendere coscienza del fenomeno", ha rimarcato Negri denunciando come talora capitino realtà alternative "ospitate in locali parrocchiali". C’è da fare chiarezza riconoscendo che "dietro alla diffusione di ogni spiritualismo contemporaneo abbiamo al compresenza di una buona domanda e di cattive risposte", ammettono i presuli della regione, laddove "la buona domanda è quella del senso: della vita, della fatica quotidiana, della gioia e del dolore, del bene e del male, del destino dell’uomo, della realtà percepita nella sua totalità come mistero pluriforme ma logicamente strutturato".” “” “

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