DIALOGO CON I NON CREDENTI: TESTI (EDITORIALISTA), LA FATICOSA AUTOCRITICA DEL LAICO

"Una revisione (auto)critica va bene se la percorrono ambedue le parti che vogliono incontrarsi". Così Marco Testi in un’editoriale del Sir (clicca qui) commenta uno dei "grandi eventi" del pontificato di Papa Francesco, cioè "l’apertura di credito dal e al fronte laico", che ha avuto grande eco nei giorni scorsi, per il dialogo via stampa con il fondatore di "Repubblica", Eugenio Scalfari. Da un lato, però, "Francesco rende tangibile un’apertura al mondo, ma senza condizionamenti di linguaggio, superando schemi oramai vecchi". Dall’altro Scalfari – al quale vengono riconosciute sincerità e una certa commozione di fronte allo storico dialogo – invece "non nasconde, soprattutto nell’editoriale intitolato ‘La verità, vi prego, sull’amore’, la sua appartenenza a una visione del mondo legata ad alcuni elementi che oggi sono passibili di revisione". E questi sono "il concetto di egemonia" marxista, la "lettura della zona oscura dell’uomo come memoria della sua antica natura bestiale" e il concetto di "forza motrice dell’uomo e dell’universo come eros" (Freud e Jung). "Sono concetti che provengono da lontano, ma che tra fine Ottocento e primo Novecento hanno avuto una ripresa tale da farne degli elementi portanti di quella cultura, che oggi sembra, per molti versi, superata", conclude Testi.

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