REPUBBLICA CENTRAFRICANA: P.GAZZERA (MISSIONARIO), "SCENE APOCALITTICHE" (2)

Il religioso riferisce di una "commistione pericolosa tra diversi gruppi armati e di una sempre maggiore propensione alla violenza dei membri della Seleka". Ma a preoccupare padre Aurelio sono soprattutto gli effetti che la drammatica situazione centrafricana ha sui rapporti interreligiosi. "Un tempo i fedeli di credo diverso convivevano pacificamente, ma l’arrivo dal Sudan e dal Ciad di ribelli musulmani ha contribuito alla creazione di una frattura tra la comunità islamica e il resto della società". Il missionario sottolinea inoltre come le abitazioni musulmane siano state risparmiate dagli attacchi, al contrario di quelle cristiane. "Non una singola casa musulmana è stata bruciata. In alcuni casi gli islamici centrafricani hanno perfino indicato ai ribelli quali abitazioni distruggere e saccheggiare. È come se questo colpo di Stato abbia tirato fuori il peggio dal loro cuore". Guardando al futuro, padre Aurelio non esclude che possano scoppiare nuovi scontri. E seppure le violenze dovessero finire all’istante, ci vorrebbero comunque anni per ricostruire il Paese. "Ci vorrà ancora più tempo per ricreare una convivenza serena. Lo Stato è assente e nessuno sembra interessarsi alle sorti del Paese. Fortunatamente, però, la fede dei centrafricani è forte e viva, e la frase che ripetono più spesso è ancora ‘Nzapa a Yeke’: Dio c’è". Nei mesi scorsi Acs ha stanziato 200mila euro in favore della Chiesa centrafricana.” “

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