BENE COMUNE: BECCHETTI (ECONOMISTA), NO ALLA "GLOBALIZZAZIONE SENZA REGOLE" ” “” “

(Assisi, dall’inviato Sir) – "Lavorare per gli ultimi è una necessità se vogliamo migliorare la loro condizione e conservare il nostro livello di benessere". Nell’ultimo giorno del seminario nazionale di Retinopera, che si chiude oggi ad Assisi, parlando di "legami" da riannodare a livello mondiale così si è espresso l’economista Leonardo Becchetti, docente all’Università di Roma "Tor Vergata". "La vera questione che ci coinvolge tutti – ha aggiunto – è che i lontani sono diventati vicini, e se non migliorano le loro condizioni inevitabilmente anche noi cadiamo in basso". Perciò, ha precisato, no ad "accordi di globalizzazione senza regole", che vanno alla ricerca di Paesi nei quali sfruttare la manodopera. Anzi, "dobbiamo cominciare a parlare di salario minimo mondiale, magari diviso per aree", ha provocato il docente chiedendo "imprese e cittadini diversi": le prime "non abbiano come obiettivo la massimizzazione del profitto, ma creare valore economico eticamente sostenibile"; i secondi "siano ‘consumattori’, cittadini che votano con il portafoglio".

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