EGITTO, TUNISIA, LIBIA: FERRARA (IST.UNIV.EUROPEO), IL SENSO DELLA PRIMAVERA

Scontri e vittime in Egitto, assassinii e manifestazioni in Tunisia e Libia. Ha ancora senso parlare di "primavera araba"? "Credo di sì ma non nel senso in cui è stato inteso, come se fossero manifestazioni pacifiche. Se per primavera intendiamo lo sbocciare di una società civile che, pur con le sue contraddizioni, i suoi radicalismi, le sue idiosincrasie, assume un ruolo diverso e autonomo rispetto alla politica, siamo ancora in una situazione di fioritura". È il parere, espresso in un’intervista al Sir (clicca qui), di Pasquale Ferrara, segretario generale dell’Istituto universitario europeo, che analizza quanto sta accadendo in questi giorni nei Paesi maghrebini. "Le situazioni sono in parte simili ma anche molto diverse. Più che di ‘primavera’ in tutto il mondo arabo sin dall’inizio ci siamo trovati di fronte due Paesi paradigmatici: Tunisia ed Egitto. Quello che è accaduto in Libia era molto diverso. Questo circoscrive e ridimensiona l’idea di una grande primavera in tutto il mondo islamico. Questo è l’unico tratto in comune tra Tunisia ed Egitto. Tutto il resto è diverso".

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