CATECHESI GMG RIO 2013: MONS. SOLMI, "CREDERE C’IMPEGNA"

"Il discepolo è colui che cammina credendo". Lo ha affermato monsignor Enrico Solmi, vescovo di Parma, nella catechesi ai giovani italiani, dedicata oggi al tema "Essere discepoli di Cristo". "Lo stesso verbo credere – ha osservato – ci offre un itinerario da percorrere. È pregnante, infatti, la sintesi che possiamo desumere dal verbo credere. Credere a Gesù: accettiamo la sua esperienza e la sua testimonianza perché è veritiero, è degno di fiducia. Credere in Gesù: quando lo accogliamo personalmente nella nostra vita e ci affidiamo a Lui, aderendo a Lui nell’amore e seguendolo lungo la strada. Credere che è vero ciò che Gesù ci dice". Essere discepoli, ha detto monsignor Solmi, "è la via positiva e propositiva che prende dentro tutta la vita (le otto beatitudini) e fa nascere l’impegno per orientare il mondo a lui". Dunque, "credere c’impegna". Essere discepoli "porta all’attuazione più piena delle speranze di un giovane e della stessa vita di un giovane, perché non solo ‘giovani e credere’ non sono una forbice che si apre, ma favoriscono il massimo della realizzazione. Essere giovani e credere: dà pienezza all’esistere…". Essere discepoli, ha concluso il vescovo, è "essere mandati, è credere camminando, consapevoli che ci si rafforza donando quello che gratuitamente hai ricevuto".

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