CATECHESI GMG RIO 2013: MONS. CROCIATA, "ABBIAMO BISOGNO DI SPERARE" (2)” “

In Gesù Cristo "la morte è stata vinta definitivamente". Ciò significa che tutto quanto è "motivo di delusione e di fallimento per le speranze umane non ha più l’ultima parola. La risurrezione di Gesù è l’inizio della fine del male e della morte". Per chi crede a questo annuncio "avviene che le delusioni e i fallimenti non sono più l’ultima parola, non sono più la fine di tutti gli sforzi e di tutte le fatiche, perché abbiamo ormai la certezza di una riuscita comunque assicurata, che non garantisce nulla sul piano umano immediato, ma delinea un orizzonte capace di integrare tutte le frustrazioni e di motivare una lotta a oltranza per il bene e contro il male, nella sicura coscienza della riuscita finale". Per questo alla speranza cristiana si associa "la pazienza, la quale non è una sopportazione passiva e rassegnata, ma la capacità di resistere e attendere lottando come se la vittoria fosse a portata di mano". La speranza cristiana rende possibile anche "una diversa solidarietà. Quando non si è più soli a sperare e lottare, allora anche le riuscite intramondane delle fatiche per il bene e per la giustizia diventano realisticamente possibili, poiché le forze del bene si rafforzano e sono accresciute le possibilità di vedere realizzate le promesse che alimentano le speranze". Infine, sono tre i luoghi "in cui imparare la speranza: la preghiera, l’azione e la sofferenza".” “

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