GIOVANI E LAVORO: FORLANI, SERVONO "POLITICHE ATTIVE". "IL RESTO È CHIACCHIERA"

"Il tasso d’innovazione più forte, le genialità imprenditoriali, la creatività tecnologica e commerciale, di solito vengono dai giovani con spiccata vocazione creativa, proiezione internazionale, cultura aperta e dinamica. Ebbene, in Italia tutto questo è come se non ci fosse adeguatamente": lo afferma al Sir (clicca qui) il dirigente dell’immigrazione al ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Natale Forlani, intervistato a proposito dei dati Ocse su occupazione e precarietà del lavoro. Dopo aver affermato che c’è davvero il rischio di essere di fronte a una "generazione perduta", sotto il profilo economico e lavorativo, Forlani spiega che "se ne potrebbe venire fuori con politiche ‘attive’ del mercato del lavoro in cui imprese, parti sociali, Stato avviano veri percorsi di placement dei giovani in giro per il mondo. Senza questo, tutto il resto è chiacchiera". Aggiunge che "dobbiamo avere il coraggio di rompere con i vecchi schemi di cui siamo imbevuti, educare al mercato mondiale, formare a piattaforme produttive e commerciali globali. Altrimenti siamo finiti". Uno dei punti essenziali sottolineati è l’esigenza di "raccordo tra scuola e mondo del lavoro" che da noi non funziona quasi per niente.

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