SOCIETÀ E POLITICA: P. OCCHETTA (CIVILTÀ CATTOLICA), FORMARE “CULTURA CIVICA”

Di “spiritualità della politica, partecipazione alla politica e informazione politica” ha parlato padre Francesco Occhetta de “La Civiltà Cattolica”: “La nostra testimonianza – ha spiegato – è politica a causa della nostra fede. Dobbiamo assumere la debolezza della croce: a noi in politica basta solo la Sua grazia, e molti compromessi non possiamo accoglierli, per questo dobbiamo sviluppare un’attivazione di coscienza”. In politica, ha proseguito il gesuita, “il testimone è un arciere, le sue parole sono le frecce: a cambiare è la forza dell’arciere che le lancia, e questa dipende dalla sua vita spirituale”. Così, se il panorama politico attuale è caratterizzato dall’ “oligopolio dei partiti”, dalla “tecnicizzazione, mediatizzazione e professionalizzazione della politica”, dal “conflitto tra potere statale e autonomie locali”, dal “parlamento succube del governo” e dal “disinteresse per il territorio”, emerge la tensione tra diversi modelli di democrazia: “rappresentativa, liquida o diretta”. La rappresentanza politica, insomma, “è cambiata: serve una cultura civica, che va informata e resa responsabile” perché diventi una “rappresentanza matura”. Sulle imprese sociali ha riferito l’imprenditore Andrea Vecci: “Sempre più imprese sociali hanno una funzione istituzionale. L’impresa sociale, facendo crescere la responsabilità sociale locale, diventa impresa di comunità”. Sull’esperienza di “Io cambio, il mio voto non lo scambio” attuata a Molfetta ha testimoniato il coordinatore, Graziano Salvemini, evidenziando come grazie all’iniziativa sia stato presentato un Codice etico in vista delle elezioni nelle parrocchie e anche nelle scuole, coinvolgendo circa venti associazioni aderenti al progetto.

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