ISLAM IN ITALIA: MONS. BATTAGLIA (CEI), "COSTRUZIONE DI UN UMANISMO NUOVO"” “

"Il problema non è trovare un minimo comune denominatore che vada bene a tutti ma semmai, è il contrario perché l’obiettivo è alto. È in gioco la costruzione di un umanesimo nuovo a cui le religioni possono e devono dare il loro contributo in quanto portatrici di valori". Lo dice monsignor Gino Battaglia, direttore dell’Ufficio Cei per l’ecumenismo e il dialogo, a margine dell’incontro dei vescovi e delegati delle Conferenze episcopali d’Europa per le relazioni con i musulmani promosso dal Ccee che si conclude oggi a Londra. Nel delineare i tratti dell’Islam italiano e anche i nodi ancora da sciogliere, mons. Battaglia fa subito notare come il nostro Paese "presenta un islam plurale con una grande varietà di provenienze. Questo crea una certa difficoltà nell’individuare interlocutori realmente rappresentativi per il dialogo anche con le istituzioni che necessariamente si ritrova frammentario". A differenza poi dell’islam europeo "certamente più radicato e composto da persone di religione islamica inserite e con piena cittadinanza, in Italia è presente ” “un’immigrazione islamica abbastanza recente e questo fa sì che l’islam italiano è caratterizzato da un’immigrazione povera, anche a livello dei responsabili religiosi e degli immam". Molte solo le questioni aperte che attendono una soluzione: tra queste, dice mons. Battaglia, c’è "il tema della cittadinanza" che ancora non è stato riconosciuto. (segue)

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