SANTA SEDE: PUBBLICATE LE "NORME" PER LE "APPARIZIONI E RIVELAZIONI" (4) ” “” “

Il compito di "vigilare e intervenire" – si legge nelle "Norme" – spetta innanzitutto all’Ordinario del luogo. La Sede Apostolica "può intervenire, sia su domanda dell’Ordinario stesso, sia di un gruppo qualificato di fedeli, sia anche direttamente in ragione della giurisdizione universale del Sommo Pontefice". "Se nascono in modo quasi spontaneo tra i fedeli un culto o una qualche devozione – è l’indicazione della Santa Sede – l’autorità ecclesiastica competente ha il grave dovere di informarsi con tempestività e di procedere con cura ad un’indagine". Essa, inoltre, "può intervenire in base a una legittima richiesta dei fedeli per autorizzare e promuovere alcune forme di culto o di devozione", prestando però "attenzione a che i fedeli non ritengano questo modo di agire come un’approvazione del carattere soprannaturale del fatto da parte della Chiesa". In presenza poi di "circostanze gravi", per esempio "per correggere o prevenire abusi, per condannare dottrine erronee, per evitare pericoli di un misticismo falso o sconveniente", l’autorità competente può – anzi "deve" – intervenire "motu proprio". Nei casi "dubbi", infine, che "non presentano alcun rischio per il bene della Chiesa", l’Autorità ecclesiastica competente "si asterrà da ogni giudizio e da ogni azione diretta", senza però cessare di "essere vigile per intervenire, se necessario, con celerità e prudenza".

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