SANTA SEDE: PUBBLICATE LE "NORME" PER LE "APPARIZIONI E RIVELAZIONI" (2) ” “” “

"Il valore delle rivelazioni private è essenzialmente diverso dall’unica rivelazione pubblica", che "esige la nostra fede", ammonisce Benedetto XVI nella "Verbum domini". Secondo il Papa, infatti, "il criterio per la verità di una rivelazione privata è il suo orientamento a Cristo stesso. Quando essa ci allontana da Lui, allora essa non viene certamente dallo Spirito Santo, che ci guida all’interno del Vangelo e non fuori di esso". La rivelazione privata, cioè, "è un aiuto per questa fede, e si manifesta come credibile proprio perché rimanda all’unica rivelazione pubblica": è "un aiuto, che è offerto, ma del quale non è obbligatorio fare uso". "L’approvazione ecclesiastica di una rivelazione privata – spiega il Santo Padre nel documento, punto di riferimento delle "Norme" pubblicate oggi – indica essenzialmente che il relativo messaggio non contiene nulla che contrasti la fede ed i buoni costumi; è lecito renderlo pubblico, ed i fedeli sono autorizzati a dare ad esso in forma prudente la loro adesione". "Una rivelazione privata può introdurre nuovi accenti, fare emergere nuove forme di pietà o approfondirne di antiche", scrive il Papa nel testo citato, "può avere un certo carattere profetico e può essere un valido aiuto per comprendere e vivere meglio il Vangelo nell’ora attuale; perciò non lo si deve trascurare". (segue)

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