RESTAURO CHIESE: MONS. RUSSO (CEI), "QUALITÀ" ALL’AZIONE PER "PUNTARE IN ALTO"

Dobbiamo "ripercorrere quella tradizione che ha visto la Chiesa profondamente impegnata a dare qualità alla propria azione occupandosi come committente" di opere d’arte e architettura "che ancora oggi continuano ad edificare la società e a rendere più vivibile l’esistenza degli esseri umani". A lanciare il monito è mons. Stefano Russo, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per i beni culturali ecclesiastici, intervenuto questa mattina a Roma alla XIX Giornata nazionale dei beni culturali ecclesiastici in corso fino a domani. Pur avendo "il dovere di usare dei nostri beni e delle nostre risorse in modo equilibrato", non possiamo, avverte, avere "come parametro unico di riferimento il massimo risparmio possibile", ma "dobbiamo anche puntare in alto", sapendo che le chiese non sono "semplici contenitori", bensì luoghi dove è chiamata "a vivere la sua vita in Cristo la comunità cristiana". Oggi, precisa, la "committenza" è "allargata" e comprende tutta la comunità ecclesiale riunita "intorno al vescovo". Centrale il ruolo del "liturgista della diocesi". Importante "coinvolgere gli organismi territoriali preposti alla tutela e alla conservazione" secondo quanto indicato nell’Intesa fra Cei e Mibac (26 gennaio 2005). I restauri più importanti prevedono il contributo dell’8×1000 (50% dei costi per un massimo di 300.000 euro), ma spetta all’ordinario diocesano "l’impegno del completamento dei lavori".

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