GIOVANI E SCUOLA: SEMINARIO CEI, RISPONDERE ALLE "DOMANDE DI SENSO" (2)

Mons. Annicchiarico ha poi auspicato che la riflessione "possa essere l’inizio di una stabile attenzione verso i giovani considerati a partire da una visione ‘ologrammatica’ della loro persona", e ha infine ribadito la funzione dell’Irc come "impegno culturale della Chiesa, capace di promuovere un cammino attraverso un sistema di significati che è dato dallo statuto epistemologico della disciplina stessa, che ha come elementi di fondo gli interrogativi su Dio, l’interpretazione del mondo, il significato e il valore della vita, le norme dell’agire umano". Del valore dell’insegnamento della religione cattolica "come proposta culturale dell’esigenza della fede" ha parlato mons. Nicolò Anselmi, responsabile del Servizio nazionale per la Pastorale giovanile della Cei. "Serve un’alleanza educativa tra comunità cristiana, scuola e genitori", ha detto, per trovare "una strada privilegiata per ascoltare i ragazzi e parlare con loro, che rimangono i veri protagonisti. I ragazzi – ha spiegato – sono interessati all’ora di religione, solo che l’insegnante rischia di vivere una sorta di solitudine. Deve, invece, creare sinergie dentro la scuola, con la stima da parte di colleghi e presidi, e la collaborazione con vescovi e parroci. Le domande di senso dei ragazzi – ha aggiunto – rimangono spesso inespresse, ma tutti loro hanno desiderio di felicità e futuro, hanno bisogno di un mondo che dia speranza".

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