FAMILY 2012: CARD. ERDŐ, QUANDO GLI IMPEGNI SONO VISTI COME UNA MINACCIA

Aiutare i giovani a superare la paura degli impegni che richiedono una stabilità. È questa la sfida che la Chiesa sta affrontando in Europa di fronte al calo dei matrimoni e della natalità. A indicarla è il card. Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest e presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, in un’intervista a Sir Europa (clicca qui) rilasciata alla vigilia dell’Incontro mondiale delle famiglie di Milano. L’arcivescovo commenta i dati di una ricerca che fu presentata all’assemblea plenaria del Ccee di Zagabria, secondo la quale l’indice di fecondità in Europa è quasi dappertutto al di sotto di 2.0 per donna in età fertile. Crescono inoltre i bambini che nascono fuori dal matrimonio e in alcune nazioni del Nord e dell’Est arriva a superare il 50% delle nascite. "Tutti gli impegni che richiedono stabilità – commenta il cardinale –, appaiono per molti giovani come minacce. Forse non espressamente ma tacitamente permane sotto una mentalità che considera il bene più importante, il bene momentaneo e fa fatica a pensarsi in un grande progetto di vita, a proiettarsi nel futuro". Compito della Chiesa è quello di "trasmettere la fede" perché – dice l’arcivescovo – "se Dio esiste e se la vita umana non è un caso ma entra in un progetto di Dio, allora anche il programma realistico per la vita di ciascuno è un programma che costituisce e rientra in questo progetto divino".

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