CORTE STRASBURGO: DECISIONE VESCOVI SPAGNOLI SU PRETE SPOSATO NON VIOLA ART.8 (2)

Dopo i ricorsi al Tribunale del lavoro di Murcia, all’Alta Corte di giustizia e alla Corte costituzionale, Martínez si è rivolto alla Corte di Strasburgo invocando l’art.8 della Convenzione europea e affermando, prosegue la nota, "che il mancato rinnovo del contratto a causa della sua situazione personale e familiare aveva appunto violato il suo diritto alla vita privata e familiare", e lamentando di essere stato discriminato. La Corte, in estrema sintesi, era chiamata a stabilire se lo Stato fosse tenuto a far prevalere il diritto di Martínez ai sensi dell’art.8 (diritto al rispetto della vita privata) sui diritti della Chiesa ai sensi degli artt.9 (diritto alla libertà di religione) e 11 (libertà di associazione). Nel sottolineare che ai sensi del diritto spagnolo "il concetto di autonomia delle comunità religiose è completato dal principio della neutralità religiosa dello Stato" che impedisce a quest’ultimo di "pronunciarsi su questioni come il celibato dei preti", la Corte afferma che "le circostanze motivanti il mancato rinnovo del contratto" del ricorrente "sono di natura strettamente religiosa". Le autorità ecclesiastiche hanno pertanto "adempiuto agli obblighi derivanti dalla loro autonomia religiosa", e da parte delle "giurisdizioni competenti" non vi è stata "alcuna violazione dell’art.8".

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