CARITAS DEL MEDITERRANEO: DALL’ALGERIA MENO PARTENZE MA PIÙ MINORI SOLI

(Cagliari, dall’inviata Sir) – “L’Unione europea ha spostato le frontiere nel Nord Africa, scaricando il problema migranti a questi Paesi. Gli sbarchi di algerini in Sardegna sono diminuiti perché c’è un accordo per impedire le partenze dall’Algeria verso l’Europa”. Lo ha detto oggi a Cagliari Jean Francois Debargue, di Caritas Algeria, intervenuto al MigraMed meeting organizzato da Caritas italiana e Caritas Cagliari, la tre giorni di dibattiti sull’emergenza profughi che riunisce tutte le Caritas del Mediterraneo. “Sul tema delle migrazioni l’Algeria si deve confrontare con problemi diversi – ha spiegato Debargue -. Da una parte è terra di transito verso l’Europa, dall’altra è una speranza per molti subsahariani, perché ci sono cantieri aperti e c’è richiesta di manodopera. Ma ora da zona di passaggio l’Algeria è diventata un capolinea. Molti vengono fermati, i controlli sono rigidi, prima c’erano più possibilità”. Dal 2006, da quando è cominciato il flusso migratorio verso la Sardegna, hanno transitato circa 4.000 algerini. La maggior parte va in Francia. Debargue ha spiegato i motivi per cui in Algeria non è esplosa la "primavera araba" come negli altri Paesi: "si ha paura di tornare al clima di terrore e ai massacri degli anni ’90. Per cui si cercano soluzioni individuali, e non collettive, ai problemi. Una soluzione è la migrazione". (segue)

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