CARITAS DEL MEDITERRANEO: 36.000 PROFUGHI SIRIANI IN LIBANO E 27.000 IN TURCHIA (2)

"Con l’aumento dei flussi la situazione è diventata drammatica – ha detto Chahda -. In maggioranza sono musulmani sunniti. Ma ci sono anche famiglie cristiane. Molte hanno paura di registrarsi come rifugiati perché la Chiesa non ha espresso una posizione chiara pro o contro il regime, per cui temono ripercussioni sulle loro famiglie". Il governo libico, anche se non ha firmato la Convenzione di Ginevra, ha dato ai profughi la possibilità di rimanere in Libano con un permesso, anche grazie alla negoziazione della Caritas. In Turchia i profughi siriani stanno arrivando invece dall’aprile 2011, con ondate di arrivi e partenze, anche a causa di tensioni con la popolazione locale. "Attualmente sono 27.000 – ha spiegato Belinda Mumcu, di Caritas Turchia -. Il governo turco sta rispondendo ai bisogni. La settimana scorsa è stata presentata, per la prima volta nella storia, una bozza di legge per regolarizzare i richiedenti asilo. Ma senza il permesso delle autorità è difficile visitare i campi e capire cosa succede veramente. Ci dicono che i profughi si lamentano per la qualità del cibo e dell’acqua potabile". L’unico modo per portare aiuti, per Caritas Turchia, è passare attraverso la Red crescent turca, la croce rossa locale.

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