GESÙ NOSTRO CONTEMPORANEO: GLI INTERVENTI DI ROMANO PENNA E PAOLO MIELI

"Dal punto di vista documentario, nessun ebreo nella storia ha suscitato tanto interesse quanto Gesù". Lo ha ricordato Romano Penna, biblista, parlando oggi alla conversazione su "Gesù e la Gerusalemme di ieri e di oggi", all’interno del convegno internazionale su "Gesù nostro contemporaneo". Ancora, "tra le decine di migliaia di crocifissi dell’antichità nessuno ha suscitato interesse sulla condanna e la pena come Gesù". Il biblista ha raccontato del rapporto tra Gesù e Gerusalemme così come è presentato nei quattro Vangeli: emerge che "Gesù non amava le grandi città" e la sua è stata "una vita di nascondimento". Il giornalista Paolo Mieli, dal canto suo, ha espresso apprezzamento verso i pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI perché, ha detto, hanno "fatto fare un salto di qualità di ampie proporzioni" nel rapporto tra le religioni. "La tolleranza – ha affermato Mieli – non è sufficiente, un nuovo spirito di fraternità deve nascere dalla comprensione del sentimento religioso e dal trovare punti in comune". E merito di papa Ratzinger è "far vivere la religione cattolica in un contesto di non sopraffazione, esortando alla vitalità delle religioni". Guardando alla Terra Santa, "Gerusalemme – ha ricordato – è il luogo dove più alto è il confronto", ma c’è da essere ottimisti perché il rapporto tra religioni "regge" nonostante un "tempo di crisi così feroci".

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