CARD. BAGNASCO: "UNA CHIESA SENZA CRISTO SI RIDUCE A STRUTTURA DI POTERE" (2)

"Gesù è salvatore – l’affermazione di fondo del card. Bagnasco – e la forza salvifica della sua presenza nella storia va ribadita con tutta chiarezza a fronte di una opacizzazione della figura di Cristo attraverso la sua riduzione a ‘maestro interiore’, a ‘mito’, a ‘cifra di una bontà generica’ ma senza fondamento, a ‘fonte di consolazione’ per tamponare l’ansia esistenziale in forme religiose autoreferenziali". Tutte figure, queste, di "non credenza, di credenza blanda e intermittente" che partono da una "distorsione di fondo che porta a leggere Gesù a partire da bisogni soggettivi". Oggi, infatti, ha ribadito il cardinale, c’è "una strana reticenza a dire Gesù" che rischia di trasformare i credenti in "ripetitori stanchi di un cristianesimo scontato e insipido". Di qui la necessità e l’urgenza di "una stagione di nuova evangelizzazione", a partire dalla consapevolezza che l’uomo "fuori da Cristo, facilmente perde se stesso" e che la questione "sul senso ultimo e definitivo della vita e del mondo, sull’enigma del tempo e della morte" è "la questione che attraversa la storia umana". "La fede in Gesù è l’incontro tra due inquietudini: quella di Dio e quella dell’uomo",ha concluso il cardinale: "L’inquietudine premurosa di Dio diventa il passo e lo stile di Gesù nella sua vicenda umana, da Betlemme al Calvario, e al contempo raggiunge ogni propaggine di umanità".

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