BIOETICA: CONGRESSO AMCI-FEAMC, ASPETTI ETICI LEGATI ALL’INIZIO E ALLA FINE DELLA VITA (2)

"Sarebbe un errore – ha detto Boscia – prolungare una terapia intensiva solo perché tecnicamente possibile", e in quest’ottica l’organizzazione ospedaliera dovrebbe "garantire l’umanizzazione della cura prenatale" e "l’accompagnamento verso una morte dignitosa, consentendo ai genitori di stare più vicino possibile al bambino", pratica che aiuta l’elaborazione del lutto. Bruno Dallapiccola, ordinario di genetica medica a "La Sapienza", si è soffermato sulla medicina predittiva evidenziando "la forte pressione economica" da cui scaturiscono molti test. "Ognuno di noi possiede mediamente 200 fattori di rischio genetico" ed è perciò più utile "capire il peso dei fattori di suscettibilità". Non si può, ha detto Dallapiccola, "non rimanere entusiasti di fronte alla rivoluzione in atto", ma occorre "evitare che qualcosa che dovrebbe contribuire alla qualità della vita delle persone non finisca per danneggiarle". Di "counseling" genetico medico ha parlato l’ucraina Nadiya Helner: "La regola-chiave dell’etica biomedica contemporanea è il riconoscimento dell’autonomia personale e del diritto dell’uomo a risolvere il problema del diritto salute, nel rispetto del principio ‘noli nocere’", e non si può prescindere dalla partecipazione dei Comitati bioetici alle decisioni legislative".

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Archivio

Informativa sulla Privacy