MISSIONE: L’ESPERIENZA DEI "FIDEI DONUM", UNA RICCHEZZA DA VALORIZZARE

"Quando, dopo un’esperienza di evangelizzazione in altri contesti, il ‘fidei donum’ rientra nella propria diocesi di provenienza, immette in quest’ultima la propria esperienza pastorale facendo ‘passare’ un certo stile, nel mio caso di essere prete, nella pastorale italiana. Si porta a casa, e penso sia utile nel discorso di evangelizzazione, la valorizzazione del contatto umano". Lo racconta, in un’intervista al Sir (clicca qui), don Alberto Brignoli, della diocesi di Bergamo, dal 1997 al 2006 missionario "fidei donum" in Bolivia, attualmente aiutante di studio dell’Ufficio Cei di cooperazione missionaria tra le chiese. In questi giorni quattordici missionari italiani, da poco rientrati, stanno frequentando il corso di formazione loro dedicato presso il Centro unitario missionario (Cum) di Verona con l’obiettivo di aiutarli a reinserirsi, spesso dopo molti anni di servizio all’estero, nel nostro Paese, nel frattempo profondamente cambiato. "Rientrare in Italia dalla missione – spiega il sacerdote – significa trovare un Paese secolarizzato e individualista, e passare da una diffusa povertà a livello materiale, spesso estrema, a una povertà fatta di solitudine e bisogno di ascolto".

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