ROSARNO: I VESCOVI CALABRESI, "LA CALABRIA NON MERITA LE ACCUSE DI RAZZISMO"

A Rosarno "non abbiamo assistito a fenomeni di razzismo da parte dei cittadini. Ciò va gridato contro tutte le strumentalizzazioni dei media, e di quanti stanno dietro di loro, sempre pronti a fare dei fatti che succedono in Calabria un’occasione per gettare fango su di noi Calabresi e sulla nostra Regione". E’ quanto scrivono oggi i vescovi della Calabria in una nota mentre è in corso a Reggio Calabria la sessione invernale della Conferenza episcopale calabra. I vescovi calabresi si chiedono perché la Calabria debba essere "additata" come un "deserto di inumanità". La Calabria "non lo merita: i Calabresi, almeno quelli degni della loro storia di civiltà e di cristianità, e sono la maggioranza, hanno sempre manifestato accoglienza, solidarietà, fraternità con tutti. Sul nostro territorio hanno sempre vissuto in fraternità gente di cultura diversa; basti ricordare la presenza sul territorio di una comunità italo-albanese, costituita ecclesiasticamente in una diocesi con tradizioni e riti bizantini. Quel che è successo a Rosarno è stata la logica conseguenza di un disinteresse economico e sociale, grave e imperdonabile". Le condizioni di vita degli immigrati – si legge nella nota – erano "note a tutti, anche alle autorità governative, che avevano fatto pure sopralluoghi, senza poi intervenire. Lo sfruttamento ad opera della malavita locale era anch’esso risaputo". (segue)

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