ROSARNO: I VESCOVI CALABRESI, "LA CALABRIA NON MERITA LE ACCUSE DI RAZZISMO" (2)

"L’irreparabile, facilmente pronosticabile, è accaduto – proseguono i vescovi calabresi – tuttavia non per razzismo da parte dei Rosarnesi, ma perché qualcuno degli immigrati ha deciso di ribellarsi a questa forma moderna di schiavitù che la malavita locale ha voluto imporre. Quel che poi è seguito è stato solo la deprecabile reazione, dall’una e dall’altra parte, che nulla aveva a che vedere con il razzismo". Per i vescovi calabresi "è bene, forse, inserire il problema nel contesto più vasto della situazione in cui è venuto a trovarsi il mercato degli agrumi, oggetto ormai di poca attenzione da parte delle forze politiche. È a tutti noto – scrivono nella lunga nota – come su questo mercato la malavita organizzata da sempre ha allungato le sue mani voraci". "Ci auguriamo che si sappia far luce su chi è stato dietro a tutta la vicenda". I presuli esprimono "solidarietà" a tutti i Rosarnesi e alla comunità di immigrati che vivono nella zona di Rosarno dicono: "Vogliamo a loro chiedere scusa per quanto hanno subito a causa dello sfruttamento e della violenza, del modo troppo sbrigativo, forse, con il quale sono stati allontanati da Rosarno, lasciando tutte le loro piccole ‘sicurezze’, anche il denaro da percepire e poi, dopo i debiti controlli, abbandonati a loro stessi". (segue)

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