GIOIA TAURO: MEIC, "POSTI DI LAVORO" CONTRO "CANCRO DELLA MALAVITA"

"La perdita del lavoro diventerebbe, certamente, causa di ulteriore disagio per centinaia di famiglie le quali, in prevalenza, dispongono soltanto del reddito in questione". In queste ore decisive per la crisi del porto di Gioia Tauro (Rc), il Meic (Movimento ecclesiale di impegno culturale) interviene con un documento del gruppo diocesano di Oppido-Palmi per richiamare "l’attenzione delle istituzioni affinché si impegnino per il salvataggio della struttura portuale". In tempi di crisi economica, afferma la nota, il Meic "invita i vertici delle aziende interessate a recedere dal loro obiettivo di ridimensionare le loro attività economiche nel porto di Gioia Tauro perché questo getterebbe nello sconforto centinaia di lavoratori e le loro famiglie contribuendo così inevitabilmente ad alimentare il terribile cancro della malavita, incarnazione visibile del corpo di satana". Il Meic, inoltre, rivolge il proprio appello a tutte le istituzioni in campo affinché s’impegnino "non soltanto a salvare i posti di lavoro sino ad ora disponibili, ma anche ad innescare processi virtuosi capaci di garantire condizioni di sicurezza per le imprese e per ogni genere di attività civile ed economica, le infrastrutture necessarie e gli strumenti legislativi più idonei a favorire un vero sviluppo economico, un’autentica promozione umana e sociale" per la Calabria.

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