CRISI ECONOMICA: MONS. ROMEO (VESCOVI SICILIANI), "NUTRE QUANTI VIVONO NELL’ILLEGALITÀ" (2)

L’illegalità, per mons. Romeso, è "legata a doppio filo con la crisi attuale". Questa, infatti – spiega il presule – fa aumentare i fenomeni criminali quali pizzo e racket, contro i quali sono deterrenti il pagamento reale del delitto commesso e l’applicazione di leggi che colpiscano i capitali della mafia. Ma, ed è questo l’appello che lancio come presidente della Conferenza episcopale siciliana, le forze vive della nostra società devono attivarsi per dare lavoro, perché l’ozio è il padre di tutti i vizi, e se si rende la gente oziosa, se non le si permette di lavorare, ecco che non ci si dovrà poi stupire se molti sceglieranno la strada dannata e peccaminosa del malcostume, della dissolutezza, della corruzione, del crimine". Nella sessione invernale della Cesi anche i preparativi per la visita del Pontefice, in programma per il prossimo ottobre. "Ci sono tanti problemi che ci umiliano, dalla criminalità alla mancanza di lavoro" dice il presule, per il quale "il ritardo sociale che si registra in Sicilia ha creato gravi disagi che pesano soprattutto sulla famiglia. Una crisi che però non è ideologica – sottolinea al Sir mons. Romeo, evidenziando i "tanti lati positivi della Sicilia, il suo volto splendente, lo stesso che vogliamo mostrare al Santo Padre Benedetto XVI che sarà a Palermo una intera giornata per incontrare appunto le famiglie e i giovani".

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