MONS. CROCIATA: "CONDANNA SENZA RISERVE" DEI MAFIOSI, SULLA GIUSTIZIA "SUPERARE I CONFLITTI" (2)

"L’invito della Chiesa è a cambiare", ha sottolineato mons. Crociata: "la prima parola della Chiesa è l’invito a credere nel Vangelo e a cambiare vita. Questo invito vale per tutti, nessuno escluso". La "gravità estrema" di fatti e comportamenti di mafia, tuttavia, "rende necessario un cammino più complesso, più articolato e più lungo per tornare alla piena comunione", con la possibilità anche "di sanzioni canoniche, laddove il diritto canonico si esprime". In generale, però, "con certi comportamenti ci si allontana già dalla comunione con la Chiesa, senza bisogno che qualcuno ci dia una scomunica". "Vivere in maniera contraria al Vangelo mette in discussione la comunione con il Signore", ha ricordato mons. Crociata: "laddove si è richiamati, lo si è per rientrare in qualche modo nella comunione". Altro tema delle domande dei giornalisti, il rapporto tra politica e magistratura. Sulla giustizia, ha risposto mons. Crociata, occorre "superare i conflitti e le tensioni per trovare, nel rispetto dei rapporti e degli equilibri istituzionali, la misura e la ricerca del bene comune da parte di tutti". Di qui la necessità, per la Cei, di "applicare e rafforzare l’invito all’equilibrio e all’armonia dei rapporti, secondo finalità specifiche costituzionalmente prefigurate per la realizzazione del bene comune".

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