CASO CRISAFULLI: ASS. GIOVANNI XXIII, "DISPONIBILI AD ACCOGLIERLO, PIANGE E VUOLE VIVERE"

"Come realtà della Chiesa Cattolica vogliamo rispondere dando la nostra immediata disponibilità, scongiurando che tale situazione non venga strumentalizzata, come è accaduto l’anno scorso per Eluana Englaro, da chi vorrebbe impossessarsi anche dell’esistenza umana decidendo sulla sua sorte": lo scrive in un comunicato stampa il responsabile generale dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Giovanni Paolo Ramonda, a proposito della intenzione dei familiari di Salvatore Crisafulli di accompagnare il malato a morire, per eutanasia, in Belgio. Nel comunicato, Ramonda sottolinea "la disponibilità della Comunità ad accogliere in clima di grande rispetto e di particolare solidarietà il signor Salvatore Crisafulli, persona in stato vegetativo", aggiungendo che "Salvatore, dalle notizie apprese attraverso le dichiarazioni del fratello, è sofferente e piange. Questo ci convince maggiormente sulla necessità di rispondere ai bisogni primari di Salvatore, cercando anche di sollevare la madre e il fratello che comprensibilmente si dicono stanchi e provati". Ramonda sottolinea che, l’intento di attuare l’eutanasia, "è tremendamente ingiusto e inaccettabile e per questo non possiamo tacere né stare a guardare perché siamo certi che Salvatore vuole vivere nonostante il suo grande dolore".” “

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