BENEDETTO XVI: ALLA ROTA ROMANA, "LA GIUSTIZIA È INSEPARABILE DALLA CARITÀ" (3)

Nella parte conclusiva del discorso, Benedetto XVI ha messo in luce "la possibilità di raggiungere la verità sull’essenza del matrimonio", notando che "senza verità la carità scivola nel sentimentalismo. L’amore diventa un guscio vuoto, da riempire arbitrariamente. È il fatale rischio dell’amore in una cultura senza verità. Esso è preda delle emozioni e delle opinioni contingenti dei soggetti, una parola abusata e distorta, fino a significare il contrario". Ha quindi messo in rilievo che "la considerazione esistenziale, personalistica e relazionale dell’unione coniugale non può mai essere fatta a scapito dell’indissolubilità, essenziale proprietà che nel matrimonio cristiano consegue, con l’unità, una peculiare stabilità in ragione del sacramento". Il Papa ha quindi affermato che il matrimonio "si deve intendere valido fino a che non sia stato provato il contrario". Nel suo indirizzo di saluto a Benedetto XVI, il decano della Rota Romana, mons. Antoni Stankiewicz, aveva rilevato che una diffusa "tendenza relativistica non di rado si insinua anche nelle dichiarazioni di nullità del matrimonio, le quali in tal modo subiscono uno sviamento, venendo tramutate ‘in una facile via per la soluzione di matrimoni falliti’". Nelle parole del decano, "la via irrinunciabile per il risanamento in senso cristiano del matrimonio è di ribadirne l’indissolubilità e di richiamare il Vangelo".

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