TERREMOTO IN ABRUZZO: NOTA SIR

Pubblichiamo una nota Sir sul terremoto in Abruzzo.

"Con il loro vescovo Giuseppe sono, fin dalla notte tra il 5 e il 6 aprile, con la gente distrutta dal dolore. Condividono lacrime, fatiche, disagi, attese. Sono nelle tendopoli, nelle strade, negli obitori, nei luoghi dove si continua a scavare. Domani saranno a concelebrare le esequie funebri, forse solo allora i media si accorgeranno dei preti della diocesi di L’Aquila. Da sempre sono tra la gente e ancor più presenti nei momenti del dolore, dell’angoscia, delle domande ultime. Non hanno turni o avvicendamenti, hanno una vita spezzata per gli altri: lo si ricorderà oggi, giovedì santo, a partire dalla basilica di san Pietro fino alla più sperduta parrocchia di montagna. A L’Aquila i sacerdoti con il loro vescovo e la loro gente vivono oggi una "Cena del Signore" rigata dal pianto e così ancora domani mentre le loro mani si leveranno a benedire i morti e i vivi. Gesto, incomprensibile forse a qualcuno, che in questi giorni si sta ripetendo non come abitudine ma sempre nuova espressione di amore e di speranza. Quando le parole hanno concluso il loro compito, spesso assai limitato di fronte a tanta lacerazione, si leva il piccolo e fragile gesto dei sacerdoti. Il gesto di Chi è morto e risorto, di Chi ogni giorno muore risorge per ogni uomo. Di Chi ha fatto un "popolo forte e gentile" come è quello d’Abruzzo. Grazie, fratelli e padri per questo gesto che unisce il limite all’Infinito".

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