TERREMOTO IN ABRUZZO: MONS. BETORI (FIRENZE), "PERCHÈ? UNA DOMANDA AUDACE MA LECITA"

"E’ una Pasqua segnata dal sangue, dal dolore e dalla sofferenza quella che ci troviamo a vivere quest’anno": si apre con queste parole, sul numero in edicola del settimanale cattolico regionale "Toscana Oggi", l’editoriale di mons. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze e presidente della Conferenza Episcopale Toscana, dedicato al terremoto in Abruzzo. "Un contesto di angoscia che non avremmo voluto, – prosegue Betori – desiderosi di immergerci subito nella prospettiva di rinnovamento della vita che la Pasqua porta con sé e facili come siamo a subito proiettarci nella gioia della risurrezione dimenticando le tenebre della croce". L’arcivescovo sottolinea "la dimensione di scandalo che c’è nella esplosione di male che nella forme della morte e della privazione degli affetti più cari si è abbattuta su bambini, giovani, genitori e anziani, partecipando anch’io alla domanda ‘perché?’, che sgorga dalla bocca di molti in questo momento". "È una domanda audace, ma lecita, – risponde – che non pone in pericolo la fede, ma la aiuta ad approfondirsi e radicarsi. Ce lo insegna Gesù stesso, che dalla croce non teme di alzare verso il Padre il grido ‘perché mi hai abbandonato?’". "La risposta più profonda a quel ‘perché?’ è nel secondo volto della Pasqua, – conclude – quello che fa seguire alla croce la risurrezione".

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