TERREMOTO IN ABRUZZO: LA TESTIMONIANZA DI UN SACERDOTE, "VIVO PER MIRACOLO" (2)

Tutte le chiese dell’Aquila sono inagibili, per cui le celebrazioni della Settimana Santa sono state annullate, tranne la Pasqua nelle tendopoli. Ma oggi viene celebrata la Messa in Coena Domini nei campi d’accoglienza, riferisce il sacerdote. Come tutti gli altri preti dell’Aquila ha dovuto recarsi all’obitorio per benedire le salme e consolare i parenti: "E’ stato veramente straziante. Ho visto persone che la mattina prima sono venute alla Messa, poi lunedì sono rimaste sotto le macerie e martedì le ho trovate all’obitorio". "Sono molto colpito – continua -. In queste notti non dormo. Non sono riuscito ancora a chiudere occhio, perché ho sempre nell’orecchio quel sibilo delle macerie che cadono e quella sensazione che qualcuno da sotto ti prende e ti scuole… è una cosa indicibile". Don Benzi descrive però soccorsi "puntuali, ben organizzati, poche parole e molti fatti. Nel giro di pochissime ore hanno montato una quantità immane di tende: pulite organizzate, ben disposte, pasti caldi, un servizio di assistenza medica". "Non sappiamo quanto tempo ci vorrà per ricostruire tutto – conclude -. Ma gli abruzzesi hanno un grande senso di appartenenza alla loro terra e di orgoglio personale… si vede già nelle prime reazioni: non si danno per vinti, si sono messi subito all’opera anche soltanto per cercare i corpi. È molto bello, ci insegnano molto".

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