TERREMOTO IN ABRUZZO: LA SOLIDARIETÀ DELLE DIOCESI

Davanti al "tragico evento" del terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo, "è possibile l’augurio di buona Pasqua?". La domanda è del vescovo di Piacenza-Bobbio, mons. Gianni Ambrosio, che, pur parlando di "augurio reso più difficile" esorta a "trovare fiducia proprio là dove non l’attendevamo, e cioè nelle persone che, per diversi motivi, si trovavano in una situazione difficile. Questa esperienza l’abbiamo forse fatta non solo a livello di singole persone, ma anche a livello collettivo: vi sono popoli afflitti da molte sofferenze che sono un esempio luminoso di speranza. Là dove si pensa di trovare sfiducia, si incontra una sorprendente vitalità". Per il vescovo "forse proprio la povertà può aiutarci a ricercare le cose che più contano, a ridiventare pellegrini del senso, a ritrovare la condivisione e la solidarietà, a impegnarci per la pace". Davanti alla Pasqua cristiana "anche la realtà umana più triste e dolorosa non è più come prima, anche la povertà e le tribolazioni non sono più l’ultima parola". Solidarietà ai terremotati è stata espressa anche mons. Giuseppe Cavallotto, vescovo di Cuneo e Fossano che in un messaggio scrive: "è l’ora della carità fraterna ed operosa. Desideriamo condividere il dramma dei nostri fratelli abruzzesi anche con il sostegno materiale. Invito le associazioni e i movimenti a promuovere al più presto una eccezionale raccolta di denaro a favore dei terremotati". (segue)

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