BENEDETTO XVI: BRESCIA, NEL SEGNO DI PAOLO VI LA CHIESA SIA "POVERA E LIBERA" (3)

"Con quell’Enciclica – ha chiarito Benedetto XVI – il Pontefice si proponeva di spiegare a tutti l’importanza della Chiesa per la salvezza dell’umanità e, al tempo stesso, l’esigenza che tra la comunità ecclesiale e la società si stabilisca un rapporto di mutua conoscenza e di amore". "Coscienza", "rinnovamento", "dialogo": questi tre concetti applicava Paolo VI alla Chiesa. Anzitutto "l’esigenza che essa approfondisca la coscienza di se stessa: origine, natura, missione, destino finale; in secondo luogo, il suo bisogno di rinnovarsi e purificarsi guardando al modello che è Cristo; infine, il problema delle sue relazioni con il mondo moderno". "Come non vedere – si è chiesto Benedetto XVI – che la questione della Chiesa, della sua necessità nel disegno di salvezza e del suo rapporto con il mondo, rimane anche oggi assolutamente centrale? Che, anzi, gli sviluppi della secolarizzazione e della globalizzazione l’hanno resa ancora più radicale, nel confronto con l’oblio di Dio, da una parte, e con le religioni non cristiane, dall’altra? La riflessione di Papa Montini sulla Chiesa è più che mai attuale; e più ancora è prezioso l’esempio del suo amore per lei, inscindibile da quello per Cristo". In realtà, "il mistero della Chiesa non è un semplice oggetto di conoscenza teologica, dev’essere un fatto vissuto", il che presuppone "una robusta vita interiore". (segue)

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