BENEDETTO XVI: BRESCIA, NEL SEGNO DI PAOLO VI LA CHIESA SIA "POVERA E LIBERA" (2)

"È questa la Chiesa – ha ricordato Benedetto XVI – che il servo di Dio Paolo VI ha amato di amore appassionato e ha cercato con tutte le sue forze di far comprendere e amare" e di cui "con cuore palpitante" scriveva di voler comprendere tutto, storia, destino, sofferenze, sforzo di perenne fedeltà, di volerla abbracciare e amare in ogni sua componente. A lei guardava come la sposa di tutta la vita e a lei lasciava in punto di morte l’invito ad avere il senso dei bisogni veri e profondi dell’umanità e a camminare "povera cioè libera, forte e amorosa verso Cristo". Proprio sulla visione della Chiesa "povera e libera" il Papa si è soffermato: "Così dev’essere la comunità ecclesiale, per riuscire a parlare all’umanità contemporanea. L’incontro e il dialogo della Chiesa con l’umanità di questo nostro tempo stavano particolarmente a cuore a Giovanni Battista Montini in tutte le stagioni della sua vita, dai primi anni di sacerdozio fino al Pontificato". Egli "ha dedicato tutte le sue energie al servizio di una Chiesa il più possibile conforme al suo Signore Gesù Cristo, così che, incontrando lei, l’uomo contemporaneo possa incontrare Lui, perché di Lui ha assoluto bisogno". Questo, ha aggiunto, "è l’anelito di fondo del Concilio Vaticano II, a cui corrisponde la riflessione del Papa Paolo VI sulla Chiesa", come espressa nell’enciclica "Ecclesiam Suam". (segue)

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