RELIGIOSI: CALOIA (ECONOMISTA), "DISTACCO DEL CUORE CONSENTE MAGGIORE IMPEGNO MORALE" (2)

"E’ diritto della Chiesa acquistare, possedere, amministrare ed alienare beni temporali per conseguire i fini che le sono propri: ordinare il culto divino, provvedere ad un onesto sostentamento del clero e degli altri ministri, esercitare opere di apostolato o di carità, specialmente a servizio dei poveri": così l’economista Angelo Caloia ha illustrato ai superiori generali riuniti a Torino per l’assemblea Cism il senso della proprietà e gestione di risorse economiche in ambito ecclesiale. "Edificare il relativo, testimoniare l’assoluto: uno slogan che ben può illustrare la gestione di un ente religioso – ha aggiunto -. L’Ente religioso deve dare al proprio progetto un indirizzo carismatico che vada oltre il fine particolare o del momento e guardare principalmente al bene di tutta la Chiesa. Essendo il regno di Dio e la sua giustizia il primo scopo della gestione, ogni accumulo di beni, che sia fine a se stesso, contrasta con lo spirito evangelico di povertà e di carità, così come ogni parvenza di pura e semplice organizzazione aziendale rende dubbiosi, quando non scandalizza, sul vero significato del lavoro in atto". Caloia ha poi messo in guardia dall’utilizzo di "strumenti etici o socialmente responsabili", ammonendo che "non tutto ciò che viene definito etico soddisfa quello che la comunità ecclesiale considera come tale". ” “

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