CROCIFISSO NELLE SCUOLE: SETTIMANALI FISC, "CHE RISPETTO È SE NON SI ACCOGLIE LA STORIA?" (2)

"Il crocifisso nelle aule scolastiche – afferma Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona) – non ha mai turbato nessuno, se non chi partiva da preconcetti ideologici. Chiediamolo a tutti quegli italiani che hanno fatto scelte non cristiane nella loro vita adulta: si sono sentiti coartati nella loro libertà di scelta, per aver dovuto imparare il latino o il greco o la matematica alla presenza di un piccolo crocifisso?". Secondo Bruno Cappato, direttore della Settimana (Adria-Rovigo), "per una questione come questa, sarebbe stata sufficiente una piccola panoramica sulla nostra storia, unita ad un pizzico di buon senso e, ancor più, di rispetto per il nostro Paese e per la sua popolazione". La sentenza della Corte, sottolinea Ivan Maffeis, direttore di Vita Trentina (Trento), ribadisce la necessità di non "avvallare la cancellazione di quella verità storica e culturale, che si esprime anche attraverso l’esposizione pubblica di simboli d’appartenenza, quali il crocifisso". Per Alberto Margoni, direttore di Verona Fedele (Verona), "ci vuole ben altro della rimozione di un crocifisso da un’aula scolastica o da tribunale per annientare la fede di un popolo. Ma per nasconderne un tratto di storia, per rimuoverne una fondamentale componente identitaria e culturale sarebbe già un pericoloso segnale. Perché la perdita della memoria non è mai un buon servizio reso alla libertà".

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