BENEDETTO XVI: UDIENZA, NON TRASCURARE IL "VALORE MORALE DELLE AZIONI" (3)

Per san Bernardo, invece, "la fede stessa è dotata di un’intima certezza, fondata sulla testimonianza della Scrittura e sull’insegnamento dei padri della Chiesa" e "viene rafforzata dalla testimonianza dei santi e dall’ispirazione dello Spirito nell’anima dei singoli credenti". "Nei casi di dubbio e di ambiguità", per l’abate di Chiaravalle "la fede viene protetta e illuminata dall’esercizio del magistero ecclesiale": ecco perché Bernardo "fa fatica ad accordarsi con Abelardo, e più in generale con coloro che sottoponevano le verità della fede all’esame critico della ragione", un esame che "comportava, a suo avviso, un grave pericolo, e cioè l’intellettualismo, la relativizzazione della verità, la messa in discussione delle stesse verità della fede". In questo "modo di procedere", ha sottolineato il Papa, Bernardo "vedeva un’audacia spinta fino alla spregiudicatezza, frutto dell’orgoglio dell’intelligenza umana, che pretende di catturare il mistero di Dio". Per Bernardo, in sintesi, "la teologia ha un unico scopo: quello di promuovere l’esperienza viva e intima di Dio": è "un aiuto – le parole di Benedetto XVI – per amare sempre di più e sempre meglio il Signore", e "non può che nutrirsi della preghiera contemplativa", cioè "dell’unione affettiva del cuore e della mente con Dio".

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