BENEDETTO XVI: UDIENZA, NON TRASCURARE IL "VALORE MORALE DELLE AZIONI" (2)

"Non bisogna dimenticare – ha proseguito comunque Benedetto XVI – anche i grandi meriti di Abelardo, che ebbe molti discepoli e contribuì decisamente allo sviluppo della teologia scolastica, destinata a esprimersi in modo più maturo e fecondo nel secolo successivo. Né vanno sottovalutate alcune sue intuizioni, come, ad esempio, quando afferma che nelle tradizioni religiose non cristiane c’è già una preparazione all’accoglienza di Cristo". Abelardo, inoltre, "è colui che ha introdotto il termine teologia nel senso in cui lo intendiamo oggi": dotato di "un’intelligenza vivissima", Abelardo "era un oratore brillante", e "le sue lezioni venivano seguite da vere e proprie folle di studenti". "Spirito religioso, ma personalità inquieta", la sua esistenza – ha ricordato il Papa – fu ricca di colpi di scena: contestò i suoi maestri, ebbe un figlio da una donna colta e intelligente, Eloisa. Si pose spesso in polemica con i suoi colleghi teologi, subì anche condanne ecclesiastiche, pur morendo in piena comunione con la Chiesa, alla cui autorità si sottomise con spirito di fede". Proprio san Bernardo contribuì alla condanna di alcune dottrine di Abelardo nel sinodo provinciale di Sens del 1140, e sollecitò anche l’intervento del Papa Innocenzo II. (segue)

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