VIRUS A/H1N1: DON MANTO (CEI), "PREGHIERA" E "VICINANZA ALLE CATEGORIE PIÙ DEBOLI"

Oltre alle "misure da mettere in atto per limitare il contagio", occorre "una particolare vicinanza alle categorie più deboli e a rischio complicazioni: in particolare anziani, che spesso sono anche a rischio abbandono; portatori di malattie croniche o invalidanti, e immunodepressi". Ad affermarlo al SIR è don Andrea Manto, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale della sanità, con riferimento all’influenza A/H1N1 che nel nostro Paese ha causato fino a questo momento 18 vittime. Dunque oltre alle "opportune reti di vigilanza sanitaria" e ad una "distribuzione dei vaccini in contemporanea in tutte le regioni italiane", per il responsabile dell’Ufficio Cei, occorre "attivare anche reti di vicinanza sociale" e per questo è necessario "vaccinare anche i volontari". Don Manto invita inoltre alla preghiera, che "non passa mai di moda" e "rimane sempre luogo e strumento privilegiato nel momento della sofferenza per chiedere la consolazione, l’aiuto e la forza che vengono dal Signore; per intercedere per sé e per gli altri". "Soprattutto all’interno di un percorso misterioso come quello della malattia – sostiene il sacerdote -, il legame con Dio costituisce l’unica possibilità per accedere a una ricerca di senso". A condizione, conclude, che "sia mantenuta pura" dalle "scorie fuorvianti della paura e della superstizione".

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