KOSOVO: MONS. GJERGJI SU RELIGIONE NELLE SCUOLE PUBBLICHE, "NON È ANCORA IL MOMENTO"

"Pensiamo non sia ancora il momento di inserire l’insegnamento della religione nelle scuole statali", perché "siamo convinti che non sarebbe un contributo per la convivenza pacifica che stiamo cercando di costruire". Mons. Dode Gjergji, amministratore apostolico di Prizren, interviene così in un’intervista a SIR Europa sulla questione dell’insegnamento della religione nelle scuole pubbliche del Kosovo. Un tema tornato al centro del dibattito politico kosovaro in occasione delle recenti elezioni amministrative con la richiesta di introduzione riproposta dalla Comunità Islamica Kosovara. I musulmani rappresentano il 90% degli oltre due milioni di abitanti della giovane repubblica che ha dichiarato l’indipendenza il 17 febbraio 2008. I restanti sono cattolici (quasi interamente albanesi), circa il 4,5%, e ortodossi (quasi interamente serbi). "Crediamo però – precisa mons. Gjergji – sia necessario avviare una riflessine per trovare una soluzione giusta. Sarebbe opportuno pensare, prima, ad una materia che possa promuovere una cultura religiosa nella società, con particolare attenzione per le religioni che sono tradizionalmente presenti come il cristianesimo e l’ islam, nella chiave storica ed odierna, per far conoscere meglio agli alunni la situazione religiosa nella sua dimensione storica, ma anche per dare opportunità di dialogo interreligioso ed ecumenico". (segue)

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