CONGO: LA RISPOSTA DI MISSIONLINE ALLE ACCUSE DELL’ONU CONTRO I MISSIONARI

"Che la missione Onu per il Congo (Monuc) sia stata un fallimento ora lo ammette anche l’Onu stesso" ma "arrivare ad accusare dei missionari di complicità con i ribelli" significa "in dieci anni non averci capito proprio niente" perché "quelli dell’Onu, al contrario dei missionari, non ci sono mai stati veramente dentro il caos del Congo, salvo farsi beccare in traffici di materie prime e armi". È la denuncia lanciata ieri da MissiOnLine (www.missionline.org), in risposta alle accuse dell’Onu contro due sacerdoti italiani. "Le stesse Forze democratiche per la liberazione del Ruanda (Fdlr), di cui i missionari sarebbero complici – prosegue l’articolo -, sono oggi una realtà estremamente complessa, in cui si mischiano agli ex responsabili del genocidio ruandese, molti giovani nati e cresciuti in Congo, donne e bambini, intere famiglie". "È vero, i missionari aiutano anche queste famiglie, aiutano queste donne e i loro figli, e può essere che abbiano curato anche dei miliziani malati o feriti": "Quando qualcuno si affaccia alla porta di un dispensario, specialmente in una situazione di violenza e degrado come quella del Kivu – conclude MissiOnLine -, missionari e missionarie non chiedono certo le carte d’identità (che peraltro non esistono!) e non fanno il terzo grado: curano, assistono, aiutano chi ne ha bisogno".

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Archivio

Informativa sulla Privacy