ABRUZZO: GIORGI (CISL), "A L’AQUILA È NECESSARIO PENSARE AL LAVORO" (2)

La crisi economica a L’Aquila era iniziata prima del terremoto. "In città – racconta Giorgi – avevamo un polo elettronico che dava lavoro a 5 mila lavoratori ma, negli ultimi anni, era entrato in crisi e di quel patrimonio oggi restano solo poche aziende. In generale hanno progressivamente chiuso tutte le grandi imprese e il tessuto economico è legato in particolare a piccole e medie realtà, molte delle quali sono state danneggiate dal terremoto". Alcune proposte sono state formulate, nei mesi scorsi, per cercare di risollevare il tessuto economico che oggi è principalmente legato, oltre che all’università, all’edilizia e alle strutture ricettive (dove sono ospitati molti dei lavoratori impegnati nei cantieri e i tecnici). "Sono stati fatti molti incontri tra istituzioni, associazioni di categoria e sindacati – spiega il segretario provinciale – ma, ad oggi, non ci sono stati passi concreti. La Regione ha approvato la creazione di una zona franca urbana (su cui deve pronunciarsi l’Unione europea, ndr) ma di fronte ad una città che sta cambiando è necessario creare nuovi insediamenti industriali e commerciali dove possano riaprire le attività a partire dai negozi. Un modo per stimolare la ripresa e ricreare posti di lavoro".” “

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