DIOCESI: GENOVA. CARD. BAGNASCO, NO A CRISTIANESIMO COME "RELIGIONE CIVILE" (2)” “” “

Con questa imprescindibile premessa, però, ha aggiunto il presidente della Cei, "è innegabile che la fede abbia una ricaduta storico culturale e civile e sociale" perché non si può lecitamente separare la visione privata della fede da quella pubblica. "Non ci può essere una dicotomia tra il privato della fede ed il pubblico della fede perché – ha affermato – l’uomo è una unità è una sintesi di pubblico e privato". Parlando di pastorale scolastica, ha poi affermato che con tale termine non si intende "una invasione di campo" ma semplicemente "la missione della Chiesa nella forma dell’educazione e l’educazione è un concetto che tocca la Chiesa e la società nel suo insieme" perché "una società che non educa è una società senza futuro". Il porporato ha poi chiesto ai docenti anzitutto di "creare relazioni e spazi di approfondimento" per far capire agli studenti che "l’utile non può prescindere dalla verità". Infatti, "un utile che prescinde dalla verità va contro l’uomo" ed inoltre "non è detto che quello che consideriamo utile nell’immediato sia il nostro vero bene". "Agli studenti – ha poi aggiunto – chiedo prima di tutto la serietà nello studio". Non basta – ha detto – "essere scout o partecipare all’azione cattolica senza impegnarsi a scuola".

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