PAPA ALLA FAO: "CRUDELE" DRAMMA DELLA FAME, INACCETTABILE "OPULENZA E SPRECO" (2)

"La cooperazione – ha detto il Papa – deve diventare strumento efficace, libero da vincoli e da interessi che possono assorbire una parte non trascurabile delle risorse destinate allo sviluppo". Per cui "la via solidaristica per lo sviluppo dei Paesi poveri" può diventare "anche una via di soluzione della crisi globale in atto", con "ripercussioni positive sullo sviluppo umano integrale in altri Paesi". Benedetto XVI ha denunciato un "livello di sviluppo diseguale tra e nelle Nazioni, che determina, in molte aree del pianeta, condizioni di precarietà, accentuando la contrapposizione tra povertà e ricchezza". Puntando l’accento sul rischio che "la fame venga ritenuta come strutturale, parte integrante delle realtà socio-politiche dei Paesi più deboli, oggetto di un senso di rassegnato sconforto se non addirittura di indifferenza": "Non è così, e non deve essere così! Per combattere e vincere la fame è essenziale cominciare a ridefinire i concetti ed i principi sin qui applicati nelle relazioni internazionali, così da rispondere all’interrogativo: cosa può orientare l’attenzione e la successiva condotta degli Stati verso i bisogni degli ultimi?" A suo avviso la risposta va ricercata "nei principi che devono ispirarla: solo in nome della comune appartenenza alla famiglia umana universale si può richiedere ad ogni Popolo e quindi ad ogni Paese di essere solidale". (segue)

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