NEUROETICA: CARD. SCOLA, "L’UNITÀ DI ANIMA E CORPO È INSUPERABILE"

"È il cervello a produrre la mente? Se sì, dal funzionamento del cervello si induce una spiegazione esauriente della natura dell’uomo? In tal caso che ne è di ciò che la tradizione" ma anche "il senso comune chiama anima (spirito)?". Da questi interrogativi è partita la riflessione del cardinale patriarca di Venezia, Angelo Scola, che questa mattina ha tenuto a Roma la prolusione di inaugurazione dell’Anno accademico 2009-2010 del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia. "Oggi – ha osservato il patriarca – si parla di etica delle neuroscienze e di neuroscienze dell’etica. La neuroetica non si limita a pronunciarsi sui problemi etici che sorgono dall’applicazione delle neurotecnologie, ma alimentandosi di fatto ad un confronto sempre più serrato con l’etica, la filosofia, la teologia morale, la psicologia, la pedagogia, l’arte, il diritto e l’economia vuole rispondere, partendo rigorosamente da sofisticate indagini scientifico-sperimentali, all’interrogativo: cosa significa realmente esistere come esseri pensanti?". "Dal punto di vista delle neuroscienze – ha affermato il card. Scola – è impossibile un sapere compiutamente oggettivante del cervello capace di spiegare tutto l’uomo. Anche nel caso, del tutto ipotetico e almeno oggi non ancora dimostrabile, che la mente possa essere ridotta a cervello". (segue)

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